Buonismo natalizio

La parola “buonismo” è nel vocabolario solo dal 1995  e ha avuto un rapido successo assumendo con il passare del tempo significati diversi. Lo Zingarelli lo definisce un “atteggiamento bonario e tollerante che ripudia i toni aspri del linguaggio politico”.

buonismoI “buoni” sono una categoria in via d’estinzione oramai,  il “buonista” invece è sempre più presente ed usa una tecnica raffinata e  potente: si traveste da buono e sceglie le sue vittime nel cerchio delle frequentazioni: colleghi, familiari, amici, vicini e conoscenti. E’ una persona superficiale, che non guarda all’essenza delle cose e che tende a dare giudizi su tutto. Si mostra come filantropo ma spesso è più indifferenti di altri. Solitamente è una persona sola, che ha paura delle relazioni serie, dove sacrificio ed impegno la fanno da padrona sul suo ego spropositato.

Il buonismo è strettamente correlato all’uso dei social networks, dove le azioni vengono organizzate cronologicamente senza dover affrontare di persona la questione, perciò chiunque può apparire persona colta, piena di ideali, buone capacità espressive e poi essere in realtà un mero indifferente. I social networks hanno accresciuto la fame dell’ego e volere a tutti i costi essere attenzionato cyberneticamente porta a cambiamenti fittizi della propria personalità, divenendo buonisti. Questi figli dell’ego annoiato sono tanti ed è ormai di moda esserlo. Buonisti e qualunquisti sono diventati una grande massa e hanno imposto il loro modo di apparire, facendo sì che sembri giusto. Insicurezza, invidia personale o sociale, rabbia, frustrazione, voglia di rivalsa sono spesso un concentrato emozionale alla base della doppiezza usata dal “buonista”. Il significato del filantropismo si è spostato man mano verso questo modo di essere illusorio e fittizio; fortunatamente però c’è chi ancora reagisce a questa moda inutile, esaltando la sincerità delle verità scomode…

E’ stato scritto:
“L’invidia è la religione dei mediocri.
Li consola, risponde alle inquietudini che li divorano e,
in ultima istanza,
imputridisce le loro anime e consente di giustificare la loro grettezza
e la loro avidità fino a credere che siano virtù e che le porte del cielo
si spalancheranno solo per gli infelici come loro,
che attraversano la vita senza lasciare altra traccia
se non i loro sleali tentativi di sminuire gli altri e di escludere,
e se possibile distruggere, chi,
per il semplice fatto di esistere e di essere ciò che è,
mette in risalto la loro povertà di spirito, di mente e di fegato.”
(Carlos Ruiz Zafón)

Sotto Natale una massa belante e ammantata da falso buonismo si dà molto da fare per ricordarsi degli altri, che evidentemente in altri periodi dell’anno non esistono. Ma il bene, quello vero, è la pietà silenziosa di Madre Teresa, è l’attivismo concreto di Gino Strada, è il coraggio di quei pochi che fanno della propria vita un dono continuo e quotidiano. Non dimentichiamolo.

Buone feste.

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