Il bistrot è un luogo di incontri, di chiacchiere, di sguardi, di gonne svolazzanti e di camerieri che sanno già qual è il tuo tavolo preferito e lo indicano con un sorriso discreto. È il posto in cui si entra con occhi aperti e predisposizione romanzesca, da soli o in compagnia, per pensare o scrivere, soltanto per guardare, oppure per perdersi dentro le parole e gli occhi di un altro. Il rito è sempre lo stesso, ma ogni volta accade qualcosa di nuovo. Bisogna avere un po’ di amore per la strada per amare i bistrot e il mescolamento di umanità che creano. A Milano ultimamente ne hanno aperti quattro che meritano di essere visitati.

ClotildeClotilde Bistrot (clotildebistrot.com, via Galileo Galilei 2). Atmosfera retrò, locale elegante ma non selettivo, caratterizzato da dettagli vintage quali i vasi, le lampade, i tavoli e le deliziose sedie in velluto, disegnate ad hoc da Santo Scibetta, art director dell’azienda d’arredi Cierreesse. Non solo è ristorante gourmet dell’Hotel Windsor, ma anche caffetteria per colazione che si distingue per varietà (ben 12 tipi di brioche gourmet) e bar per merenda e aperitivo. Ottimo il ricco buffet del brunch domenicale a 19 euro bevande incluse, con spaghetti alla carbonara, burger, sandwich e piatti vegetariani: fantastica la quinoa condita con funghi, gruviera e pesto di salvia. Caffè ottimo e raro, grazie alla macchina a leva Arduino, espressione di unicità e tradizione.

potafioriPotafiori (potafiori.com, via Salasco 17). Un open space in cemento grezzo con area food, lounge café arredato con pianoforte e divani, il tutto contornato da fiori, piante e una collezione di agende, borse e grembiuli in cotone o lino con bellissimi disegni floreali di William Morris. Si fa colazione, si pranza e si cena ascoltando ottima musica. La cucina è per lo più quella regionale italiana: casunsei e polenta del nord e mozzarella verace del sud. Un occhio di riguardo per piatti leggeri, come l’insalata di pollo e zenzero o la tartare di gamberi rossi, e vegetariani: il toast con gli asparagi è da assaggiare. Sublime la torta al cioccolato fondente con salsa di pere e cannella.

napcupNap Cup (corso Garibaldi 86, accesso da via Statuto 16). Pareti confetto, bancone ad angolo e l’impressione di essere finiti in una serie tv anni ’50 o nel reparto baby di un megastore. La formula ricorda quella dei fast food salutisti inglesi con piatti colorati e fantasiosi ben allineati nelle vetrine frigo: fresche insalate e zuppe da portar via o mangiare sul posto, tramezzini, cous cous o quinoa, e dolcetti deliziosi, come la tortina di fragole e lamponi. La location è delicata e femminile, come una casa delle bambole, da godere insieme alle chiacchiere di un’amica o da soli curiosando tra scaffali e credenze pieni di spille, tazzine e grembiuli colorati. Nota di merito: per chi non può permetterselo, Nap Cup mette a disposizione le vivande rimaste nel locale.

gogolGogol and Company (gogolandcompany.com, via Savona 101). Uno dei ritrovi più gradevoli nati in città negli ultimi anni. Vive tutti i momenti della giornata, dalla prima colazione – buona la brioche integrale con confettura di rosa canina – all’happy hour, con calici di vino accompagnati da salumi e formaggi di qualità. Oltre che bistrot è anche una fornitissima libreria dove poter leggere comodamente seduti nelle poltrone dal sapore vintage senza limiti di tempo: un ambiente dove è piacevole fermarsi per un po’, lavorando al pc o connettendosi alla rete wi-fi gratuita a disposizione. Periodicamente si organizzano anche mostre d’arte, presentazioni di autori emergenti e incontri tematici anche per bambini.

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