Stile anni Settanta

anni 701Tra i tantissimi momenti clou che hanno caratterizzato il mese delle sfilate P/E 2016, uno in particolare ha incarnato il mood della stagione: è ufficialmente tornata la baldanza degli anni Settanta. Tornano gli zatteroni che ora si chiamano platform. Tornano i pantaloni a zampa d’elefante, che ora si chiamano flare. Il camoscio si dice suede, gli zoccoli clog. Peace-and-love si scrive ancora così, per fortuna…cambiano i nomi ma la sostanza è la stessa. In molti hanno contestato questa rivisitazione, troppo già rivista; chi c’era non ha nessuna voglia di rimettersi i jeans dall’orlo infinito. Ma chi è nato dopo è letteralmente innamorato della musica e delle gonnellone di allora. A me piace questa voglia di recuperare, almeno esteticamente, un momento storico che ha segnato un passaggio fondamentale fra un passato ormai polveroso e un futuro che si sperava più luminoso. Negli anni Settanta si credeva davvero che la rivoluzione avrebbe portato a costruire un mondo migliore. C’era una maggiore consapevolezza politica, tanta voglia di libertà e le ribellioni giovanili contro il conformismo della società tradizionale facevano da sfondo a suon di chitarre rock e della disco music.

Nel mondo del fashion system, si videro infrangersi i dress code e l’abbigliamento quotidiano dominare i trend. Eloquente il fatto che il denim fosse l’emblema fashion di quei tempi: pensiamo a Jane Birkin, l’icona di stile per cui tutti impazzivano, o al lancio ormai leggendario di Calvin Klein Jeans con Brooke Shields. Per via dell’attuale ossessione per gli anni Settanta il denim è posizionato ancora una volta ai vertici dell’alta moda, dai blue jeans di Louis Vuitton e Chloé fino ai jumpsuit di Sonia Rykiel e Stella McCartney. Quest’influenza retrò è diventata più evidente passando dalle sfilate di Milano a quelle di Parigi. Da Chanel l’interpretazione firmata Karl Lagerfeld ha prodotto stampe psichedeliche. Da Saint Lauren, la sirena anni Settanta di Heidi Slimane è un incrocio tra Marianne Faithfull e Iggy Pop. I suoi plateau e turbanti non avrebbero sfigurato all’edonistico club Studio 54 di New York.

Voglia di manifestare quindi, in chiave femminil-femminista però. Come amazzoni sensuali, elevate sui tacchi di legno possenti eppure sinuosi. Clogs edizione 2016 dunque, istruzioni per l’uso: a mocassino, anche con chemisier e miniskirt; a sandalo con tanto di cinturini, da osare con calzettoni di seta radical-chic; a sabot con catena gold, per i jeans sartoriali. E ancor più voglia di libertà che basta un dettaglio per sentirla addosso: bentornate frange sulla cintura navajo da principessa hippy; sull’abitino con gilet da squaw bon ton; sul poncho crochet con corolle couture…e con loro quell’attitudine da gypsetter – le jetsetter contemporanee, ragazze che sanno ben vivere, sempre connesse eppure totalmente free. Qualcosa di più dell’ hippie-chic, quel tipo di donne che il pittore Emilio Tadini chiamava “zingarone planetarie”, tutte gilet su pantaloni scampanati a zampa, caftani sotto giacche afghane e tuniche da Coachella Festival. Donne con il turbo, iperveloci. Come le giramondo.

2 Risposte a “Stile anni Settanta”

  1. Bello e dettagliato il tuo articolo, scritto con competenza e senso della scrittura…oltre che estetico!

    1. Tante tante grazie Tiziana! 🙂

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